ABBATTUTO IL “FILO ROSSO”

Per me è stato il primo anno di università, ma praticamente ogni giovedì ero al Filo Rosso..

Vi riporto quello che ha pubblicato “scirocconews.it” a riguardo.

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Università di Arcavacata (Cs), sequestrato e abbattuto il centro sociale Filo Rosso

di redazione, 04/08/2011 12:55

E’ stato sequestrato ed immediatamente abbattuto il locale nell’area dell’Università della Calabria occupato dal centro sociale Filo Rosso, in località Arcavacata di Rende.
A disporre il sequestro è stato il gip del Tribunale di Cosenza su richiesta della Procura della Repubblica in base alle indagini svolte dai carabinieri della Compagnia di Rende secondo cui il locale utilizzato dal centro sociale era occupato abusivamente.
Oltre a quello occupato da Filo Rosso la Procura ha disposto il sequestro e l’abbattimento di altri due locali all’esterno dell’Università utilizzati anche questi, secondo quanto è emerso dalle indagini, abusivamente e in uno dei quali aveva sede una cooperativa teatrale.
Nei locali sequestrati, secondo quanto riferisce la Procura della Repubblica di Cosenza in un comunicato, “risultavano installate stabilmente attrezzature destinate allo svolgimento di pubblici spettacoli ed alla somministrazione commerciale di alimenti e bevande. Grazie a specifici accertamenti dei vigili del fuoco, è emersa una situazione di allarmante e concreti pericolo per l’incolumità delle persone che frequentavano i locali, del pubblico che partecipava agli spettacoli e per gli stessi studenti a causa dei fili volanti che servivano a utilizzare abusivamente l’energia elettrica dai capannoni adiacenti”.

FILOROSSO: 15 ANNI RIDOTTI IN MACERIE
“E’ stato un colpo improvviso. Di 15 anni di attività sono rimaste solo macerie”. Non riesce a trattenere la commozione Daniela Ielasi, attivista di Filorosso, davanti a quel che resta del capannone che nell’Università della Calabria ospitava il centro sociale, sequestrato e abbattuto su disposizione della Procura.
Daniela Ielasi, assieme a pochi altri animatori del centro sociale interno all’Università della Calabria, ancora incredula davanti a quanto accaduto, è arrivata appena ha appreso del sequestro e dell’abbattimento del locale che ospitava il centro.
Poche le persone presenti, alcuni studenti (la stragrande maggioranza a luglio rientra nei luoghi di residenza) e qualche dipendente dell’ateneo.
“All’alba centinaia di uomini delle forze dell’ordine – dice Ielasi – sono arrivati qui ed hanno sequestrato tutto il materiale del centro di documentazione Filorosso tra cui l’emeroteca con tantissimi giornali e i manifesti. Un anno fa, nello stesso periodo, ci venne staccata la corrente e da allora andavamo avanti con un generatore. Nulla è rimasto degli ambienti del centro. La sala prove e quella dove si tenevano le riunioni sono state cancellate d’un colpo”.

IL RETTORE: PERICOLOSE LE BARACCHE ABBATTUTE
L’Università della Calabria, attraverso il suo legale rappresentante, Giovanni Latorre, in una nota esprime “soddisfazione per il positivo esito della demolizione avvenuta questa mattina, nell’area del Polifunzionale, di tre vecchie baracche metalliche, risalenti ai primi anni ’70”.
Latorre sottolinea come “l’iniziativa, che ha fatto seguito all’accertamento di comportamenti non conformi alla sicurezza, é stata decisa dalla Procura della Repubblica di Cosenza, a seguito di una dettagliata relazione del Rettore stesso attraverso gli Uffici competenti, che ha messo in evidenza numerose e gravi irregolarità. Era assolutamente necessario, pertanto, procedere nel modo come è avvenuto, per evitare che continuassero attività, estranee agli interessi dell’Ateneo, nelle quali erano abitualmente coinvolte centinaia di persone ignare delle condizioni di pericolosità dei luoghi e, ancor più, della mancanza delle necessarie autorizzazioni per organizzare manifestazioni aperte al pubblico, e a pagamento, con la vendita di alcolici e superalcolici”.
“L’intervento della Procura e dei Carabinieri – aggiunge – consente oggi all’Università di recuperare alla propria disponibilità spazi che per anni sono stati arrogantemente sottratti al rispetto delle regole e utilizzati per meri interessi personali, anche da soggetti estranei all’Ateneo. Da domani sarà possibile programmare l’inserimento degli spazi sui quali insistevano le tre baracche nella più generale e complessiva attività che vede impegnata l’Università tesa a rendere il Campus, in ogni sua parte, libero da impedimenti, aperto e fruibile a tutti. L’Università della Calabria continuerà, come è nella sua tradizione, a sostenere e incentivare l’associazionismo studentesco – vero polmone aggregativo, culturale e di socializzazione all’interno del Campus – e le attività che ad esso fanno capo”.
“Ciò, tuttavia, sarà consentito – conclude – sempre e soltanto nel pieno rispetto della legalità e senza che si affermino, in qualunque modo, modalità organizzative diverse da quelle previste e tutelate statutariamente”.
Il Rettore, infine, esprime il suo “ringraziamento alla Procura della Repubblica di Cosenza per la sensibilità dimostrata rispetto alla vicenda e ai carabinieri per aver consentito che un’operazione tanto delicata si svolgesse senza problemi”.

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